PAPAVERI E PAPERE

Nilla Pizzi

I
Su un campo di grano, che dirvi non so,
un di Paperina col babbo passó
e vide degli alti Papaveri al sole brilhar...
e il s’incantó.
La Papere al Papero disse: “Papá,
papare i papaveri come si fa?”
“Non puoi tu papare i Papaveri” disse papá.
E aggiunse poi beccando l’insalata:
“Che cosa ci vuoi far, cosí é la vita”.

“Lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti...
...e tu sei piccolina...
...e tu sei piccolina...
Lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti...
...sei nata Paperina,
che cosa ci vuoi far?

II
Vicino a un ruscello, che dirvi non so,
un giorno un papavero in acqua guardó
e vide una piccola Papera bionda giocar...
e li s’incantó.
Papavero disse alla mamma: “Mammá,
pigliare una Papera come si fa?”
“Non puoi tu pigliare una Papera” disse mammá.
“Se tu da lei ti lasci impaperare,
il mondo intero non potrá piú dire:

“Lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti...
ecc... ecc...

III
E un giorno di maggio, che dirvi non so,
avene poi quello che ognuno pensó:
Papavero attese la Papera al chiaro lunar...
e poi la sposó.
Ma questo romanzo ben poco duró.
...Poi venne la falce che il grano taglió.
...E un colpo di vento i papaveri in alto portó.
...Cosí Papaverino se n’é andato
lasciando Paperina impaperata.